venerdì 20 novembre 2009

Addio vecchia sede.


Da oggi sono incominciati ufficialmente i lavori per il trasferimento della sede dove lavoro. Che caos che c’è già, gruppi di colleghi in subbuglio alcuni esageratamente agitati: in effetti mancano solo due settimane al trasloco e ci sono ancora parecchie cose a cui pensare. Ma in fondo è il nostro progetto obbiettivo per l’anno in corso e ci dobbiamo adoperare per il suo raggiungimento! Questo è quello che mi ha ricordato il dirigente. Mah. A me tornano in mente i primi tempi, nel lontano 1991, quando ero una ragazzina e mi sono trovata catapultata in un ambiente a dir poco ammuffito, dove non c’erano computer e i geometri disegnavamo i progetti a mano con l’ausilio del tecnigrafo. E poi l’età media era piuttosto alta, insomma mi sembravano tutti anzianotti. Penso anche a quelle persone che non lavorano più qui, persone che mi hanno dato tanto e che hanno fatto un po’ la storia di questo ente ma, che nessuno più ricorda. Una vita di lavoro, come la vita stessa, è un passaggio e il segno che si lascia (se si lascia) è presto cancellato dalle nuove generazioni. L’entusiasmo per il cambiamento non è alle stelle, ma spero presto di potermi contraddire.

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