lunedì 21 settembre 2009

Paolo...

E’ ancora posteggiato li, il tuo Fiorino, dove l’hai lasciato venerdì, come facevi tutti i giorni dopo il lavoro andavi nel rustico fra i tuoi animali, gli attrezzi, i trattori. Non sei più tornato, la tua vita è finita in modo incredibile, tu che eri un omone, un gran lavoratore, anche quando andavamo a scuola non vedevi l’ora di tornare a casa per andare nei campi, era una passione forte. Lasci una moglie, un figlio e una madre che non aveva bisogno di un altro dolore. L’ho abbracciata e lei mi ha risposto che è il destino e prima o poi capita a tutti, ma a lei il destino non ha fatto sconti: vedova con due figli piccoli quando facevamo le elementari, il figlio minore che lotta da anni con IL male e adesso tu.
Negli ultimi anni ci incrociavamo per strada, ognuno assorto nei propri pensieri, tu sul tuo trattore ed io con le mie scarpette da running, ci salutavamo con un gesto della mano ed un sorriso. Adesso non ti incontrerò più. Ciao.

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