Parto con tanta buona volontà, la temperatura è fresca, il cielo coperto, è il tempo ideale per fare un po' di sport, inoltre ci sono poche autovetture vista l'ora e il giorno festivo. E sì, devo correre su strade asfaltate e frequentate, perché purtroppo una donna sola non si può avventurare in stradine di campagna troppo isolate. Questo mi fa molto arrabbiare, lede la mia libertà.
Dopo circa una mezz'oretta di corsa dò un'occhiata al cardiofrequenzimetro: 70 (nemmeno a riposo), 50 (c'è qualcosa che non va), 0 (oddio sono morta!). Ma no, saranno le batterie.
Decido di proseguire il percorso, facendo una strada con cavalcavia, almeno mi dò una sferzata, nel frattempo tra le frasche vedo un cartello stradale che indica che la località successiva è a 4, 5 km. A me risultava che fosse a 1 massimo 1,5! Mi sa che questa volta devo telefonare a casa e farmi venire a prendere. Il cartello stradale era sbagliato, manderò una foto a "il Piccolo". Al cavalcavia di ritorno i miei quadricipiti stridono, ma resisto e arrivata quasi a casa, allungo ancora di un paio di chilometri, ormai ci sono.
Apro il cancello dopo esattamente 1h 30 m 37 s, verificherò poi più tardi di aver percorso 11 km e 500 m.
Che stanchezza, ma che soddisfazione!



Nessun commento:
Posta un commento