La scorsa settimana sono stata a Padova con mio marito e senza Marta ed abbiamo riscoperto il piacere di visitare una città senza trascinare la piccola, che purtroppo non apprezza – ancora - questo tipo di gite. Il tempo a nostra disposizione non era molto, ma siamo riusciti a farci una passeggiata sotto i famosi portici che caratterizzano il centro storico e si insinuano fra piazzette, edifici e ghetti. Abbiamo cenato all’Anfora, una vineria dove si consumano piatti tipici veneti: bigoli con ragù e funghi e baccalà alla vicentina, naturalmente accompagnati da un buon vino (intanto eravamo a piedi!).
Dopo cena abbiamo passeggiato ancora un po’ per il centro, passando per piazza delle Erbe, sede di un tradizionale mercato popolare di frutta e verdura di giorno, mentre di sera si consuma un altro genere di erba. Devo dire che mi ha meravigliato il fatto che gli avventori di questo mercato serale, consumavano i loro acquisti con naturalezza e senza indugi. Si vede che è un po’ che non mi allontano dal mio paesello!
Quello che però ci ha divertito di più è stata la Goliardia Patavina, Padova è una sede universitaria storica e abbiamo scoperto che per i neo laureati viene stampato un cartellone con immagini e scritti (anche piuttosto pesanti!) riferiti alla “vittima”, che poi viene affisso fuori dalla sede universitaria e per certe facoltà vuol dire il centro città. Non oso immaginare quando un genitore, passando per il centro vede la caricatura della figlia in una posa lussuriosa ed attorniata da oggetti erotici!
Dopo cena abbiamo passeggiato ancora un po’ per il centro, passando per piazza delle Erbe, sede di un tradizionale mercato popolare di frutta e verdura di giorno, mentre di sera si consuma un altro genere di erba. Devo dire che mi ha meravigliato il fatto che gli avventori di questo mercato serale, consumavano i loro acquisti con naturalezza e senza indugi. Si vede che è un po’ che non mi allontano dal mio paesello!
Quello che però ci ha divertito di più è stata la Goliardia Patavina, Padova è una sede universitaria storica e abbiamo scoperto che per i neo laureati viene stampato un cartellone con immagini e scritti (anche piuttosto pesanti!) riferiti alla “vittima”, che poi viene affisso fuori dalla sede universitaria e per certe facoltà vuol dire il centro città. Non oso immaginare quando un genitore, passando per il centro vede la caricatura della figlia in una posa lussuriosa ed attorniata da oggetti erotici!



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