Dopo tanti anni che non lo facevamo, ieri abbiamo deciso di trascorrere la domenica in una gita fuori porta e per accontentare tutti, soprattutto Marta, che è il pezzo “forte” della famiglia, siamo andati a vedere un castello, approfittando dell’apertura domenicale di alcune fortezze nella provincia.
Ci siamo spinti fino a Morbello, tranquillo paese fra Ovada ed Acqui Terme, il classico paesino dove non c’è nessuno in giro, ma si sente la presenza di occhi che da dietro le finestre scrutano i forestieri che passeggiano per le vie. Se poi il forestiero è incuriosito da un gatto che affettuosamente si avvicina, esce subito la padrona del felino e si instaura un piacevole colloquio sul più e sul meno.
Tornando al medioevo, del castello di Morbello c’è solo rimasto un accenno, una torre, peraltro chiusa, ed un unico locale parzialmente addobbato e con al centro una tavola imbandita. Ciò che rende interessante il luogo è l’associazione Limes Vitae, che promuove lo studio e la consultazione delle opere medioevali e soprattutto rendono partecipi gli avventori nelle varie attività: abbiamo tirato con l’arco, Piercarlo ha provato un combattimento con la spada (nonostante la forte preoccupazione di Marta!) ed abbiamo visto in funzione la Bricola, una macchina tipo la catapulta, una leva tarata alla precisione per lanci a breve gittata.
Verso sera, per rinfrancarci dal vento freddo che si era levato sulle colline, abbiamo mangiato un’ottima farinata ad Acqui: insomma, comunque sia, si finisce sempre a tarallucci e vino!
Ci siamo spinti fino a Morbello, tranquillo paese fra Ovada ed Acqui Terme, il classico paesino dove non c’è nessuno in giro, ma si sente la presenza di occhi che da dietro le finestre scrutano i forestieri che passeggiano per le vie. Se poi il forestiero è incuriosito da un gatto che affettuosamente si avvicina, esce subito la padrona del felino e si instaura un piacevole colloquio sul più e sul meno.
Tornando al medioevo, del castello di Morbello c’è solo rimasto un accenno, una torre, peraltro chiusa, ed un unico locale parzialmente addobbato e con al centro una tavola imbandita. Ciò che rende interessante il luogo è l’associazione Limes Vitae, che promuove lo studio e la consultazione delle opere medioevali e soprattutto rendono partecipi gli avventori nelle varie attività: abbiamo tirato con l’arco, Piercarlo ha provato un combattimento con la spada (nonostante la forte preoccupazione di Marta!) ed abbiamo visto in funzione la Bricola, una macchina tipo la catapulta, una leva tarata alla precisione per lanci a breve gittata.
Verso sera, per rinfrancarci dal vento freddo che si era levato sulle colline, abbiamo mangiato un’ottima farinata ad Acqui: insomma, comunque sia, si finisce sempre a tarallucci e vino!



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